“Ella legge, studia, impara/ non v’è cosa ch’ella ignora/ io son sempre un idiota/ io non so che sospirar”

 

Library of the American Academy in Rome library patrons 1933

 

2 marzo 2015 alle ore 0:08

Scena: Frascati, mercatino della prima domenica del mese.

Personaggi: me Paola, vecchio Bancarellaro dei libri usati, giovane Avventore sedicente studioso.

  La bancarella è carica di libri buttati alla rinfusa come patate in un sacco, con la differenza che le patate buttate in un sacco trovano da sole un ordine senza soffrire danni, ciò che i libri non riescono a fare: sarebbe stato pertanto compito del Bancarellaro Vecchio disporli in un qualsiasi voglia modo, il che già dice parecchio.

 Mentre me Paola comincia a cercare, attratta da ingannevoli titoli archeologici, impegnandosi sistematicamente nell’operazione, perché non si sa mai, e poi diamo un senso alla giornata, si svolge il dialogo tra l’Avventore giovane e il vecchio Bancarellaro: A(vventore) G(iovane): “Sono ricercatore, ma sto ancora aspettando un assegno di ricerca”- Paola me è perplessa, dato che l’assegno di ricerca lo aspetta chi ancora ricercatore non è, e se sei ricercatore, non ci hai più il probbblema de piatire assegni di ricerca: forse AG voleva dire che era dottore di ricerca, e no ricercatore; vabbe’, possibili spiegazioni dell’enunciato: 1) non sai quello che dici, e ti sei pure dottorato (succede); 2) vuoi gasarti con il VB: delle due spiegazioni non so quale è più lusinghiera per l’enunciante. – V(ecchio) B(ancarellaro): “Ah ma tu devi farti conoscere, devi mandare il curriculum alle ditte” – me Paola: (mumble mumble) “Come faremmo noi dottori e dottore di ricerca senza i consigli dei bancarellari su materie di non loro pertinenza” – AG: “Eh, sì sì, vero vero” – VB: “Ma io ce li ho sempre i libri di architettura eh, se ritorni ne trovi altri” – AG : “Ah io passerei le ore davanti ai libri, mia moglie però…” – benché nei paraggi non sembri palesarsi moglie di AG  – Al che, VB: “Eh, si sa, le donne e i libri…” –  me Paola (mumble mumble) “Le donne e i libri? Sono incompatibili? E come facciamo col topos (= luogo comune, in letteratura o nelle arti figurative) della lettrice? Quello che imperversa almeno dal XVIII secolo ad oggi e mannaggia la finissero de legge’ e cominciassero a fa’ le cose? E come facciamo con quel che resta del mercato librario, sopravvivente grazie a torme di donne che leggono indefesse?” – Ma adesso viene il bello, quando la realtà supera la surrealtà e AG replica : “Ah ma io ci passerei le ore, proprio come mia moglie davanti ai vestiti eh” – ora, me Paola si gira di un quarto verso sinistra, per squadrare l’enunciante AG  e vedere che faccia ha, constatando che la faccia è di giovinotto tipo post-trentenne barbato anonimo e non ha cinque occhi fosforescenti e quattro antenne verde smeraldo.

 Ma AG si dilegua salutando VB prima che me Paola abbia messo in atto una qualsiasi reazione adeguata: peccato, accidenti alla mia lentezza. Come sistemare l’altro marziano, il VB? Gli porto via un libro? Vediamo, mi metto a cercare, e gli rivolto libro per libro tutta la bancarella, la quale già essendo sconvolta di suo non può peggiorare, peccato. Quando me lo trovo a tiro d’orecchio sibilo determinata un “Coglione”, cui dopo qualche attimo il VB, guadagnata una certa distanza: “Chieda pure eh”. Persevero nell’opera sistematica di rivoltamento della bancarella, ma niente da fare per l’esproprio librario, c’è troppo vicina un’auto della polizia municipale, già vedo la scena: ladra di libri usati fermata dai vigili urbani de Frascati. No, non si può fare. Medito ritorsioni. Il VB diceva che andava a esibire la merce pure ai Parioli. Suggerimenti?

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