“So’ scelte, dice”

  • Capitolo I

Come eravamo: quel che volevamo corpi-di-servizio

   Quando ero piccola, uno degli slogan del neo femminismo era “Né puttana, né madonna, solo donna”. Che cosa voleva dire? Voleva dire che le donne si rifiutavano di essere definite dai due ruoli che la società maschiocratica aveva creato per loro, voleva dire che si rifiutavano di adeguarsi all’uno o all’altro di quei due ruoli che la cultura patriarcale imponeva loro dal suo inizio. Voleva dire che intendevano sottrarsi a quei due ruoli, significava che volevano scappare dalle due caselle in cui il patriarcato le aveva imprigionate, a suo uso e consumo. E quali erano quelle due caselle? Ma lo diceva lo slogan: corpo di servizio sessuale e corpo di servizio riproduttivo. Ognuno dei due con il suo statuto, funzionale all’esercizio del potere maschile, e garanzia del controllo maschile sui corpi femminili.

  Che nessuna se ne abbia a male, ma allora, nessuna donna si poneva il problema della libera scelta: nessuna si faceva problema del fatto che una donna avesse esercitato una scelta soggettiva nel collocarsi nell’una  nell’altra di quelle due caselle. Non è difficile da capire perché il problema non si ponesse: era evidente che se le caselle offerte dal patriarcato erano due, scegliere l’una o l’altra significava rimanere nel patriarcato, accettare il suo ordine costituito. Ma era proprio quell’ordine costituito che il neo femminismo voleva rovesciare. Il neo femminismo aveva ben presente il quadro, e non si soffermava sul dettaglio, perché il dettaglio faceva parte del quadro. Allora non volevamo sederci al tavolo del patriarcato, quel tavolo volevamo rovesciarlo. E non ci passava per la testa di accusare di collaborazionismo col patriarcato le donne che la nostra stessa libertà di scelta non avevano, e che gli strumenti per saltare fuori dall’una o dall’altra di quelle due caselle non avevano, o che aderivano per qualsiasi altro motivo all’uno o all’altro dei modelli che il patriarcato aveva da sempre imposto alle donne. Il nostro obiettivo era un altro, il nostro obiettivo era quello di realizzare un mondo in cui nessuna donna dovesse più svolgere il ruolo di corpo di servizio: corpo di servizio riproduttivo, o corpo di servizio sessuale.

Questo per la teoria.

  • Capitolo II

La scelta ←la responsabilità/la libertà←il potere

La scelta, concetto di cui oggi sembra dobbiamo per forza occuparci, avrebbe a che vedere da una parte con la libertà, e dall’altra con la responsabilità.

Questi due valori sono funzioni di un sistema in cui la grandezza dell’uno è direttamente proporzionale alla grandezza dell’altro, ovvero, più cresce la libertà di scelta, più aumenta la responsabilità nella scelta. La libertà di scelta però è a sua volta un valore la cui grandezza dipende dal potere di cui si dispone: più aumenta il potere, più aumenta la libertà di scelta. Non a caso fu inventato il concetto di libertà dal bisogno, che vuol che  “meno ho bisogno, più ho libertà di scelta”.  E la minore misura del potere di cui si dispone comporta, come conseguenza, la dipendenza da chi potere ne ha di più, da chi il potere lo detiene in misura maggiore o massima.

  Più aumenta il potere che si detiene (economico, socio culturale, psicologico) più aumenta la responsabilità. Dunque, se ci fosse chi volesse rinfacciare alle “collaboratrici del patriarcato” la loro responsabilità, dovrebbe incominciare con il definirne il grado di responsabilità.  Operazione difficile, che sarebbe tuttavia a suo carico. Bisognerebbe esaminare la forza esercitata dal contesto ambientale, nel senso più ampio della società in cui si vive, e in quello più limitato dell’ambiente di formazione della personalità, e la forza delle “offerte formative” con le quali si entra in rapporto, senza sceglierle, in tutte le  circostanze della vita. Ed è la stessa necessità di considerare simultaneamente tutti questi elementi che non permette a nessuna di disconoscere, a chi la rivendicasse, e nel momento in cui lo facesse, la “libertà” della propria scelta.

 Dunque, una volta misurati, ammesso che l’operazione si possa portare a termine, il grado di responsabilità individuale e il grado di libertà individuale, si pone la domanda essenziale, e cioè: di tutte queste misurazioni, poi, che ce ne facciamo?

 

  • Capitolo III

La scelta 2 – Come hanno tentato di convincerci di quanto è bello esercitare le uniche libertà che il patriarcato ha sempre riconosciuto con entusiasmo alle donne

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